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Rock in Rebibbia

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ROCK IN REBIBBIA 2009 - REBECCA (di Marco Zanni)


Se non ricordo male era un pomeriggio , primi di ottobre, ero come al solito in mezzo al caos del traffico di ROMA, Sofia, mia figlia di tre anni era seduta e mezzo sonnecchiava nel seggiolino posizionato scrupolosamente sui sedili posteriori, dentro di me inveivo contro tutto e tutti e tutto causato dal solito stress che ci accompagna a tutti in questi giorni ,dove vivere secondo la nostra percezione è veramente difficile , accompagnati dai soliti problemi. Mia figlia vive con la mamma ,con la quale , pochi mesi dopo la sua nascita decidemmo di non stare piu' insieme mantenendo un rapporto chiamato oggi giorno "civile". Scendiamo, faccio una passeggiata di fretta e furia, il tempo scorre veloce e vola quando sono insieme a lei, è ora di riportarla e con i soliti occhi lucidi la riaccompagno a casa dalla mamma e di fretta e furia corro in sala a fare le prove con i miei amici di mille avventure : I REBECCA. Ci arriva la telefonata, abbiamo una richiesta per suonare a Rebibbia, un idea che ci balenava già da un pò di tempo e casualmente come per magia si materializza nel 26 ottobre nella sala conferenze del noto carcere.
Accogliamo la notizia con grande entusiasmo, siamo tutti eccitati all'idea di un concerto per i detenuti, lì dove in molti casi per qualcosa andato storto le persone sono private della loro libertà. Le settimane prima del concerto si riempono vertiginosamente di Mille telefonate, la notizia ormai si era già diffusa e tanti dei nostri fans ci mandano lettere per poter partecipare ad un evento così inusuale per una band : suonare in un carcere, nel carcere per eccellenza, Rebibbia. Faccio i sopralluoghi di rito, entro per la prima volta nel carcere, il nuovo comlpesso mi dicono, conosco il Direttore attuale, il Dottor Cantone e invece di trovarmi davanti un sergente di ferro come immaginavo trovo una persona con un carisma, un senso dell'ospitalità che non avrei mai immaginato...una persona splendida sin dal primo secondo. Entriamo, cancelli dopo cancelli si chiudono alle spalle del mio compagno di viaggi al Rock n Roll Luca Di Palma e dietro chiaramente le mie,ci guardiamo e cominciamo a respirare un aria diversa.....ma ancora non capiamo cosa stava per succedere da qui a poche settimane. Visitiamo il posto del concerto e a farci da Cicerone è Bracciantini ormai un punto di riferimento per tutti..... Entriamo nella sala e conosciamo subito i detenuti Pino, Alfonso e Andrea....ci presentiamo, è la prima volta per noi in un  carcere e eravamo imbarazzati..di cosa poi non lo sapevamo neanche noi. I 3 ragazzi ci mettono subito a nostro agio, io mi accendo una sigaretta ed uno di loro mi chiede cortesemente di non fumare nella sala, anticipando il buon Bracciantini che con fare da Padre annuisce.....prima figuraccia per me !!! Parliamo dell'organizzazione di tutto facciamo l'ultimo check dell'impianto e ce ne andiamo lasciando dietro di noi i rumori di altrettanti cancelli di ferro molto molto massicci. Le settimane seguenti sono caratterizzate da mille autorizzazioni, dichiarazioni e mille telefonate con il simpaticissimo Sig. Murro, si dice uno specialista nel suo mestiere. Dopo tante telefonate ci diamo finalmente del tu e partono le prime battute del tipo : "poi ce fate uscì si???" e vedo con sorpresa che l'ambiente si fa subito ancora più confidenziale e questo mi rende calmo mi fa sorridere e mi da coraggio per affrontare l'ennesima data con la band, una data che cambierà il nostro corso. Finalmente il giorno fatidico arriva, il 26 ottobre alle 07.30 siamo davanti l'imponente cancello a doppia porta con i nostri 3 furgoni
accompagnati dall'immancabile Bracciantini. Entriamo all'interno con i furgoni e comincia il nostro viaggio in un altro mondo. Arriviamo sul retro e vengono aperti tre cancelli, nell'intervallo di apertura scrutavo gli edifici e dalle inferiate alcune timide mani scansavano i panni stesi per dare un occhiata a cosa stesse succedendo, così una e poi tantissime mani accompagnate poi da volti sconosciuti curiosavano il passaggio dei furgoni. Entriamo nella sala,  Alfonso, Pino ed Andrea sono lì ad aspettarci con gli occhi pieni di iniziativa, con lo spirito giusto....non facciamo in tempo a scendere e loro già avevano aperto i furgoni e si sono messi all'opera scaricando le pesanti strumentazioni...noto che ogni singolo gesto dei tre era oculato, ogni cosa che riponevano sul palco veniva piegata, sistemata, messa in modo ordinato...di solito arriviamo nei posti e chi scarica butta le cose alla meno peggio ricordandoci lo scarico bagagli di Fiumicino Aeroporto terrorizando la nostra apparecchiatura! Si comportavano come se le cose fossero le loro, con al stessa esatta premura con cui ognuno di noi musicisti tratta la propria strumentazione. Tutto viene montato, i ragazzi si prodigano in un lavoro certosino con frullini e saldatori per posizionare  il proiettore in alto sul palco. Tutti con il sorriso stampato in faccia, arrivano altri ragazzi, non li nomino tutti o finisco per scrivere un libro....tutti si presentano, sono tutti entusiasti del concerto e noi piu' di loro...sono tutti nei camerini con noi, beviamo aranciata e scherziamo come se ci conoscessimo da una vita...i loro occhi sprizzano allegria, battute su battute ci si diverte dietro le quinte di solito e quel  giorno ancordi più... E' ora, la sala si riempe verso le 16.30 siamo tutti agitati, io più del solito prima di entrare in scena prima di cantare i nostri sogni le nostre avventure affogate nel Rock n Roll. Sullo schermo gigante viene proiettato l'intro che abbiamo architettato per i nostri concerti con VA PENSIERO di Verdi come sottofodo e alcune frasi tratte da Profondo Rosso di Dario Argento. Finisce l'intro, è ora,  corriamo sul palco con gli strumenti la batteria è ancora nascosta dietro lo schermo gigante....Luca fa cenno a Pino di alzare lo schermo, con maestria e tempo lo alza e Andrea dietro il mixer delle luci si inventa una magia e illumina a giorno la batteria che piano pano esce con il suo suono aggressivo....Il concerto va avanti tra gli applausi, l'entusiasmo degli spettatori che gradiscono il nostro Rock aggressivo a tratti melodico e pungente. Finalmente l'emozione finisce ora facciamo sul serio e cerchiamo di dare il massimo , il pubblico ci aiuta e tra bagni di applausi e urla di incitamento il concerto finisce con Pino,Alfonso ed Andrea che salgono sul palco. Li guardavo mentre entravano impacciati per l'emozione ,io lo ero più di loro, e tra le luci accecanti sul palco mi rendevo conto che loro sono le vere STAR, loro con un modo di fare con la loro disponibilità con il loro apprezzare ogni singola cosa, con la loro gentilezza con l'assaporare ogni secondo di una nuova emozione...la vita dura che affrontano tutti i giorni li ha resi migliori, migliori di noi tutti a prescindere dai motivi per cui loro sono finiti dentro, loro hanno fatto un percorso difficile e ne hanno in qualche modo beneficiato assaporando la vita che piano piano restituirà loro la libertà. LORO SONO LE NOSTRE STAR. Ora finito tutto, un forte abbraccio ci separa dai nostri nuovi amici, devo essere sincero con LE  lacrime agli occhi i cancelli si chiudono dietro di noi e un silenzio di tomba fino al giorno dopo. Cosa c'entral'intro sullo stress, sulle nostre manie di tutti i giorni nevrasteniche, sui nostri nervosismi sulle passeggiate affrettate con mia figlia e con il tempo che vola mi chiederete Voi ? Bhè , personalmente dopo aver fatto questa entusiasmante e forte esperienza e ,soprattutto, dopo aver passato una splendida giornata con i miei nuovi amici penso che da domani non mi incazzerò più nel traffico, non inveirò più contro tutto e tutti, farò le cose con calma e lentezza ma fatte bene, piegherò tutti i miei cavi, passeggerò con mia figlia senza fretta a costo di arrivare due ore prima all'appuntamento fissato e soprattutto guarderò il cielo con altri occhi. Dai Ragazzi, ci si vede nel traffico prima o poi.

Marco Zanni


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