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“ROMA SE NASCE”
Noi del Gruppo Idee siamo riconoscenti alla Direzione di Reparto e a quella Generale per l’immediatezza attraverso la quale pone sistematicamente concrete risposte alle nostre iniziative. Nella fattispecie avendo fortemente voluto e proposto questo spettacolo, vogliamo esprimere la nostra gratitudine a Valentina e a Patrizia, per il contributo reso e per essersi fortemente prodigate nei confronti della produzione dello stesso affinché la manifestazione si tenesse. Gratitudine che estendiamo a tutti i reparti operativi interni per essere riusciti ad organizzare l’evento teatrale di Antonio Giuliani a tempo di record (pochi giorni).
Chi non conosce il carcere, chi non lo vive, troppo spesso pensa che le proposte culturali, che arrivano sotto varie forme ed espressioni artistiche, siano concessioni marginali di valore secondario, elargite a chi risiede in un territorio di Serie B. Ma perché si usa il termine territorio? Noi non vogliamo sentirci dentro un territorio, non vogliamo essere considerati “i rinchiusi” in un perimetro oscuro, ma vogliamo credere di “essere”, anche attraverso le piccole cose, parte integrante della società.
Noi che viviamo IN carcere e che viviamo IL carcere, non ci consideriamo di serie B, conosciamo l’accoglienza e il rispetto, e assicuriamo che anche l’ultimo dei dilettanti ospitati in questo contesto a fare cultura, sarà sempre salutato con la massima considerazione. Ed è con la massima considerazione, mista a gioia, che abbiamo accolto Antonio Giuliani, artista di primo livello, famoso in Italia per le sue straordinarie doti e ineguagliabile comicità.
Noi del Gruppo Idee unitamente ad un esteso numero di detenuti (persone) siamo immensamente grati ad Antonio Giuliani per essere stato capace, affiancato da un cast d’eccezione, ad intrattenere con il suo talento, una platea ricettiva e attenta come quella formata da detenuti.
“Grazie ad Attilio e a Gigi del Gruppo Idee…” con queste parole Antonio Giuliani ha chiuso il suo spettacolo “ROMA SE NASCE”, tenutosi lo scorso 29 settembre al Teatro Piero Angerosa presso la Casa Circondariale di Rebibbia N.C. di Roma. E poi, prima che il sipario calasse definitivamente ha aggiunto:
“E’ meio che me fermo qui co’ ‘stì ringraziamenti, perché a Roma se sà, c’è stanno tre grazie, e se sà pure chisso’ e de come se dice: “Grazie a questo, grazie a quello e grazie a ….…… vabbè vo’ dico dopo!!
Lo spettacolo di Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime con la regia di Marco Mattolini, promosso dal Comune di Roma con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura e Real Management, ha accettato di chiudere al Teatro centrale di Rebibbia un Tour significativo, svoltosi nelle periferie della città Roma, allo scopo di promuovere la cultura del Teatro all’interno di contesti disagiati o meno favoriti.
L’occasione ha rivestito un’importanza tale, da vedere tra gli spettatori ospiti d’eccezione quali, il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il regista Giulio Base, le attrici Nancy Brilli e Valeria Fabrizi, che hanno contribuito a dare particolare lustro all’evento. L’accoglienza riservata allo spettacolo è stata carica di entusiasmo e il pubblico ha partecipato con assoluto trasporto ad uno show comico-musicale divertente, spiritoso e magistralmente condotto.
Sono trascorsi alcuni giorni dalla formidabile esibizione di Antonio Giuliani e questa mattina sul volto di un amico, ricordando alcune battute, ho rivisto nuovamente ridere fino alle lacrime.
Dello spettacolo vogliamo ricordare la bellissima coreografia, il susseguirsi delle scene, i costumi, l’efficace direzione artistica e le belle canzoni popolari della tradizione romana, cantate con passione anche dai molti seduti in platea, che hanno saputo riconoscere e apprezzare la bravura dei cinque attori che hanno offerto una performance davvero pregevole (Giuseppe Bisogno, Samantha Fantauzzi, Fulvia Lorenzetti, Enrico Pittari, Veronica Rega).
Di Antonio Giuliani unico per la sua comicità e mimica facciale, si può dire molto: brillante, spiritoso, caricaturale, arguto, burlesco, scherzoso, canzonatorio, esagerato, iperbolico, ma quello che ci piace ricordare, avendolo conosciuto dietro le quinte è che, si tratta di una persona seria e disponibile, con uno spiccato profilo umano che ti fa ridere fino alle lacrime.
Perché lui alla parrucca che sembra un gatto, che indossa per interpretare al meglio la donna Sabina prima del Ratto, non la pettina con la spazzola, ma: “ jE DA ER KITTEKAT….”
Luca 8











